Un Walking Tour per scoprire il cuore di Firenze

FI DALLA CUPOLA Un Walking Tour per scoprire il cuore di Firenze

Un’ora e mezzo di tempo può sembrare pochissimo per visitare Firenze, ma in compagnia di una guida questo tempo può essere speso al meglio!

Uno tra i tour più consigliati per chi ha poco tempo a disposizione o per chi semplicemente vuole godersi una passeggiata all’aperto, è il walking tour.

Approfittando della bellezza di Firenze, considerata un museo a cielo aperto, cammineremo per quelle strade viste mille volte ma di cui nessuno vi ha mai raccontato la storia.

Il walking tour proposto da Italy Travels viene svolto il sabato pomeriggio, il punto di incontro è nei pressi dell’Hard Rock Cafè in Piazza della Repubblica.
Proprio da qui partirà la nostra breve gita per le vie di Firenze.

Piazza della Repubblica è stata il centro nevralgico della storia romana, da qui si sviluppavano il cardo e il decumano della città, è facile capire perché sia una piazza tra le più importanti. Scoprendo palazzi d’epoca e corti rinascimentali, attraverseremo Ponte Vecchio.

Sapevate che è stato l’unico ponte risparmiato dai Nazisti durante la seconda guerra mondiale?

E che prima dei Medici i negozi sul ponte non erano gioiellerie, ma macellerie?

Dopo aver ricostruito la storia del ponte più antico di Firenze, ci affacceremo dall’elegante serliana al Piazzale degli Uffizi.
Conosceremo una ad una le statue degli uomini illustri che abbracciano gli Uffizi, racconteremo la storia della Galleria più conosciuta in Italia e degli uomini che l’hanno resa tale.

Proseguendo, Piazza della Signoria si aprirà davanti a noi.

Alla nostra destra Palazzo Vecchio, sede dell’amministrazione cittadina, e alla nostra sinistra la Loggia di Lanzi.
La loggia ci farà fare un salto nel passato e soprattutto nella storia delle opere più emblematiche lì conservate e dei loro segreti. Fate attenzione al Perseo di Benvenuto Cellini, potrebbe avere una doppia faccia!

Si arriva in Piazza del Duomo, qui ci accoglie lo spirito religioso della città. Il Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e il Campanile di Giotto sono i tre edifici protagonisti di questa parte di Firenze.

La ricchezza di particolari sulla facciata del Duomo, l’incredibile progetto iconografico rappresentato sul campanile, l’affascinante doppia storia del Battistero, prima come domus, poi come edificio religioso!

Alzeremo gli occhi e ci sentiremo piccolissimi davanti all’imponenza della cupola, un capolavoro architettonico realizzato da Filippo Brunelleschi con un metodo ancora sconosciuto al mondo!

Questo è solo un piccolo assaggio delle numerose cose che potrete dire di conoscere dopo aver preso parte al nostro tour.

Firenze vi aspetta!

 

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La Testa di Pastore: Affresco di Giotto all’Accademia

testa di pastore affresco giotto allaccademia La Testa di Pastore: Affresco di Giotto allAccademia

Abbiamo già parlato dei capolavori di Giotto conservati nella bellissima Firenze.

E’ tempo adesso di andare alla scoperta di un’opera meno conosciuta e conservata in un museo davvero inaspettato

Vi apriamo le porte della Galleria dell’Accademia!

Il museo è conosciuto soprattutto per lo storico David di Michelangelo.
In realtà conserva nelle sale del pianterreno e del primo piano – ebbene sì, esiste un piano superiore – esemplari pittorici dei massimi artisti fiorentini del XIII, XIV e XV secolo.
Tra questi si trovano artisti del calibro di Taddeo Gaddi, Andrea Orcagna, Lorenzo Monaco e Giotto.

Al lato della sala del Duecento si apre un’ala in cui sono esposte le opere dei seguaci giotteschi.
Ma solo una è originale di Giotto, e proprio su quella andiamo a porre la nostra attenzione

La Testa di Pastore: Affresco di Giotto all’Accademia

L’affresco proviene dalla cappella maggiore della Badia Fiorentina.

Probabilmente doveva far parte della scena di Gioacchino tra i pastori.

La testa di un giovane pastore di profilo, con cappuccio, la bisaccia a tracollo e un cielo azzurro intenso.
Questo è il particolare da attribuire alla mano di Giotto.

Avvicinandoci maggiormente all’opera ritroviamo quei dettagli innovativi che caratterizzano l’arte di Giotto.

Il profilo, ad esempio, si presenta più marcato nella zona della fronte e va sempre più assottigliandosi avvicinandosi al labbro.
La stesura del colore è data in maniera veloce, come è possibile notare sul cappuccio e sulla borsa.
Questo particolare denota la padronanza acquisita dall’artista nella tecnica dell’affresco.

Come abbiamo già approfondito nell’articolo precedente, l’innovazione giottesca riguarda una rappresentazione naturalistica, una resa della realtà.
Anche in questa opera la mano del maestro è riconoscibile nella rappresentazione della capretta che tenta di mangiare una foglia, alle spalle del giovane pastore.
Un atto naturale, carico di quella semplicità che Giotto, artista innovatore, sceglie di rappresentare.

I Giotteschi

L’insegnamento di Giotto trovò ampio respiro in autori a lui vicini.

i giotteschi alla galleria dellaccademia La Testa di Pastore: Affresco di Giotto allAccademia

Nella sala della Galleria dell’Accademia, possiamo ammirare il Crocifisso con i dolenti e le storie della Passione, realizzato da Bernardo Daddi.

Il grande crocifisso alto più di tre metri mostra Cristo sulla croce con il corpo pesante e le gambe piegate.
Queste caratteristiche confermano la ripresa dell’iconografia avviata da Giotto con il Crocifisso di Santa Maria Novella.

Allievo di Giotto fu anche Taddeo Gaddi, e alla Galleria dell’Accademia è possibile ammirare le 28 formelle reaizzate dal Gaddi per la  Basilica di Santa Croce.
Su di esse sono riportate le Storie di Gesù e le Storie di San Francesco.
In quest’opera prestigiosa il Gaddi dimostra di aver messo a frutto gli insegnamenti del maestro, facendo sfogo di una notevole libertà narrativa.

Le grandi opere sono presenti ovunque a Firenze.

Visitate la Galleria dell’Accademia e lasciatevi stupire dalle sue bellezze nascoste!

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Alla scoperta di Firenze sulle orme di Giotto

campanile di giotto Alla scoperta di Firenze sulle orme di Giotto

Troppo spesso a Firenze tendiamo a sottovalutare l’importanza di artisti trecenteschi, senza i quali non avremmo potuto godere dello spettacolare periodo del Rinascimento.

Il grande maestro Giotto, nato a cavallo tra il XIII e il XIV, secolo fa parte di quella cerchia di pittori al quale Firenze deve moltissimo. Proviamo a scoprire il perché della sua importanza.

La prima tappa del nostro tour immaginario parte dalla Galleria degli Uffizi.

Maestà Ognissanti Giotto Alla scoperta di Firenze sulle orme di Giotto

La sala 2 ospita la Madonna d’Ognissanti, datata intorno al 1310.
Quali sono le novità introdotte da Giotto? Il grande artista utilizza il fondo oro, una tecnica pertinente a quel periodo e soprattutto alla tematica della Madonna in trono, ma conferisce un naturalismo del tutto nuovo per l’epoca.
Nonostante la pesante veste, si intravedono le ginocchia della Vergine, facendola apparire quasi più morbida, più umana; ma il dettaglio di inestimabile importanza riguarda la rappresentazione prospettiva del trono: lo studio della prospettiva verrà approfondito più di un secolo dopo!

Continuiamo la nostra passeggiata alla ricerca delle opere giottesche.

Per scoprire la seconda opera entriamo nella bellissima chiesa domenicana di Santa Maria Novella. Qui al centro della navata centrale è collocato il grande Crocifisso dipinto su tavola con la Vergine e San Giovanni Evangelista.

CROCIFISSO GIOTTO Alla scoperta di Firenze sulle orme di Giotto
Questa magnifica opera fu eseguita in età giovanile da Giotto ma è carica di una maturità a cui nessuno era mai arrivato prima.
Il tema della crocifissione cerca con Giotto la strada di un nuovo realismo.
L’allievo di Cimabue, al contrario dei suoi predecessori, dipinge il corpo in maniera verticale, con le gambe piegate che ne fanno intuire tutto il peso.
La figura del Cristo è adesso quella di uomo sulla croce, un uomo non solo fatto di spirito ma di un corpo concreto in cui la natura umana prevale su quella divina.

Proseguiamo la nostra camminata e ci spostiamo all’interno di un’altra tra le chiese più belle della città di Firenze: Santa Croce.

Possiamo ammirare due cicli di affreschi portati a compimento dall’artista, realizzati in due tempi distinti.
Nella Cappella Peruzzi , Giotto realizza le Storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista, intorno al 1314.
Dieci anni più tardi continuerà invece il lavoro nella Cappella Bardi con le Storie della vita di San Francesco.

Vorrei soffermarmi sull’affresco della Cappella Bardi in cui sono raffigurate Le esequie di San Francesco.
Questa realizzazione è da considerarsi la sintesi per eccellenza della rivoluzione artistica di Giotto.  Attorno al cadavere del santo i confratelli si affannano con disperazione e umanità, i volti sono contratti, i loro gesti carichi di doloroso stupore. Mai nessuno era riuscito in un’umanizzazione tale!

Giotto e il suo Campanile a Firenze

Arrivati a questo punto, dopo aver scoperto i capolavori pittorici del grande maestro, mi sembra doveroso parlare di lui come architetto.

Sul lato destro della Cattedrale di Santa Maria del Fiore si innalza, con i suoi 84 metri di altezza, il Campanile di Giotto.

Il campanile è l’ultimo lavoro dell’artista, il quale si occupò del progetto e di una prima fase della realizzazione.
Giotto ne iniziò la costruzione nel luglio del 1334 eseguendo prima della sua morte, nel 1337, il primo ordine inferiore con le formelle esagonali.
L’impronta giottesca è sicuramente riconoscibile nel raffinato rivestimento in marmi bianchi e nella scelta del programma iconografico realizzato alla base del campanile. E’ nota ormai a tutti la grande innovazione e sensibilità dell’artista, dimostrata sia in pittura che in architettura e apprezzabile solo venendo a Firenze e ammirando le sue opere.

 

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Perché visitare gli Uffizi con una guida

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Andare a Firenze implica necessariamente ritagliarsi uno spazio per visitare gli Uffizi.

Il museo è uno dei simboli più significativi della città, sia dal punta vista della storia che dell’architettura, e ovviamente per le opere in esso custodite.

La storia del museo degli Uffizi è intimamente legata a quella di Firenze, quando Cosimo de’ Medici decise che doveva essere quella la locazione degli Uffici delle magistrature.

Successivamente fu il luogo adibito a immagazzinare i tesori e le opere raccolte dai Medici, specialmente con Francesco I che diede vita alla meravigliosa tribuna.

È grazie all’ultima Medici, Maria Luisa, e al suo celebre patto che il grande patrimonio artistico della famiglia rimase a Firenze anche dopo l’estinzione della casa.

Per visitare il museo fiorentino ci sono diverse modalità, ma la scelta migliore è sicuramente quella di unirsi ad una visita e scoprire gli Uffizi con una guida esperta.

Come visitare gli Uffizi

Si può decidere di visitare la Galleria acquistando online dei biglietti salta fila, eventualmente con un’audioguida.

Ma visitare il museo con una guida autorizzata rimane un’esperienza molto più completa e emozionante.

Con il tour di Italy Travels avete la possibilità di visitare il museo beneficiando della spiegazione di una guida esperta che per un’ora e quarantacinque seguirà voi e il vostro gruppo.

Vedrete quindi i maggiori capolavori che rendono questo museo unico al mondo, come l’Annunciazione di Leonardo da Vinci, il Ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, il meraviglioso Tondo Doni di Michelangelo dai colori vivacissimi o la Venere di Urbino di Tiziano.

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Sono opere celeberrime che abbiamo conosciuto per la prima volta sui banchi di scuola, e vederle e comprenderle a fondo grazie alla spiegazione di una guida è un’emozione unica.

Grazie alla prenotazione salterete la fila all’ingresso, risparmiando molto tempo.
Dopo la visita guidata avrete la possibilità di attardarvi per tutto il tempo desiderato all’interno del museo, e soffermarvi sulle opere che più preferite

Mentre girate per i corridoi non dimenticate di dare un’occhiata alla struttura stessa dell’edificio e agli scorci meravigliosi che offrono le grandi vetrate.

Superate le sale botticelliane, alla fine del corridoio, ci sarà alla vostra destra una grande finestra dal quale è possibile vedere la piazza sottostante il museo, con il suo allegro viavai di turisti, e il profilo austero del Palazzo della Signoria.

Il tour guidato si effettua tutti i sabati alle 15 e costa solo 39 euro a persona, ingresso con prenotazione inclusa.

Su richiesta, la visita guidata agli Uffizi è disponibile ogni giorno, mattina o pomeriggio prenotando una guida privata in esclusiva.

In questo caso il tour ha una durata di 3 ore, costa un po’ di più ma vale la pena concedersi questo piccolo lusso almeno una volta nella vita!

 

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La Pietà di Luco di Andrea del Sarto a Palazzo Strozzi

la pietà di luco andrea del sarto La Pietà di Luco di Andrea del Sarto a Palazzo Strozzi

A Palazzo Strozzi è arrivato il Cinquecento, e con esso grandi nomi per la prima volta riuniti: Michelangelo, Andrea del Sarto, Pontormo e molti altri.

Per apprezzare ancora di più l’esposizione, facciamo la conoscenza del capolavoro d’apertura: La Pietà di Luca di Andrea del Sarto

Anzi, aspettate. Apriamo una parentesi su quello che stava succedendo nel mondo (dell’arte) nel cinquecento, per farci un’idea.

Il Cinquecento: Cosa stava succedeva nel mondo?

La situazione non era delle più rosee, fu un secolo di contrasti laceranti.

La Riforma protestante, la conseguente reazione della Controriforma cattolica, l’Italia che è ormai diventata il campo di battaglia degli eserciti stranieri.

Proprio su queste basi, l’arte di questo secolo è un’arte inquieta, permeata da un profondo senso di agitazione.
Gli artisti abbandonano la serena visione quattrocentesca: il concetto dell’antico resta ancora importante ma muta in ideale astratto.
Per l’artista del cinquecento il canone del secolo passato va stravolto, rivisitato, reinterpretato.
Spicca la volontà di far prevalere un’espressione individuale, piuttosto che amalgamarsi a una visione universale.

Qui a Firenze continuano a formarsi artisti dal valore incredibile tra cui Michelangelo e Leonardo.
Gli artisti adesso si proiettano verso il recupero dei modelli classici ricercando la continuità delle forme, l’essenzialità, lo spazio inteso come dimensione del movimento, la diffusione atmosferica,  la ricerca naturalistica della figura umana.

Il Cinquecento in mostra a Palazzo Strozzi – La Pietà di Luco

La mostra si apre con un capolavoro: la Pietà di Luco, opera di Andrea del Sarto.
L’artista realizzò tale opera nel 1524 a Luco di Mugello, zona in cui si trasferì per sfuggire a una pestilenza.
La tela vene acquistata da Pietro Leopoldo alla fine del 1700 e venne trasferita a Parigi durante l’occupazione napoleonica.
Fece ritorno a Firenze nel 1815.

Le figure sono avvolte da una nuova monumentalità, derivata dall’esempio michelangiolesco e dai colori brillanti di Raffaello, a cui si aggiunge una forte luce che crea inaspettati bagliori e un brillante cangiantismo.

Nella pala mugellana il corpo del Cristo si distende sulla pietra, attorniato da Maria, Giovanni, Maddalena e santa Caterina d’Alessandria, dietro le loro spalle i santi Pietro e Paolo.
L’occhio è indirizzato sul velo bianco della Vergine che sorregge il braccio del figlio e sul candore brillante del lenzuolo su cui poggia il corpo esanime.

E’ facile capire perché tale opera sia stata scelta come tela di apertura di questa mostra.
E’ la perfetta sintesi di un periodo contrastato, che non vediamo l’ora di conoscere meglio grazie alla mostra di Palazzo Strozzi

 

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Firenze Archeologica: La città come non l’avete mai vista

La Firenze Archeologica Firenze Archeologica: La città come non lavete mai vista

Finalmente è arrivato il tour che tutti gli appassionati di archeologica aspettavano!

Chi l’ha detto che Firenze è solo la culla del Rinascimento?
Con questo tour esclusivo partiremo alla scoperta di una Firenze totalmente inedita.
Ne racconteremo il lato sotterraneo, nascosto e più segreto.

La nostra visita parte dal Museo Archeologico, in piazza Santissima Annunziata.

Il museo si trova nel Palazzo della Crocetta, costruito da Giulio Parigi, per volontà di Cosimo II.
L’edificio è il frutto dell’ampliamento di alcuni edifici già esistenti della famiglia Medici, fu residenza della principessa Maria Maddalena de’ Medici, sorella di Cosimo, la quale a causa di una grave disabilità era solita spostarsi attraverso passaggi aerei o sotterranei.

Qui scopriremo le vicende legate alle opere più importanti della sezione etrusco-romana: la Chimera, il suo ritrovamento e i numerosi spostamenti di quest’opera.
Scopriremo l’importanza storica dell’Arringatore, capolavoro considerato il trait d’union tra la civiltà etrusca e quella romana.
Proseguiremo il tour nella sezione greca, ove vi racconteremo gli aneddoti rocamboleschi subiti dal reperto più famoso dell’intero museo: il Vaso Francois.

Dopo una visita di circa un’ora, il nostro tour continua in Piazza del Duomo.
Ci focalizzeremo sulla storia del Battistero, l’edificio più antico della piazza.
Vi racconteremo dei miti legati alla sua costruzione e per chi avrà il piacere di entrare al suo interno, vedremo con i nostri occhi i resti archeologici qui sotto conservati.

In Piazza della Signoria ricreeremo la storia dell’antico teatro romano, i cui resti sono conservati sotto Palazzo Vecchio, e vi racconteremo i miti celati dietro le statue della Loggia dei Lanzi.

Il nostro tour si chiude in Piazza della Repubblica, il centro archeologico della città romana.
L’antico cardo e decumano riprenderanno vita e ci catapulteremo nella Firenze romana.

Sarà come fare un tuffo nel passato!
Scopriremo una Firenze poco conosciuta, dove non è il Rinascimento a fare da padrone ma i reperti archeologici, i miti greci e i ritrovamenti che hanno cambiato la storia di questa magnifica città.

I posti sono limitati, prenota in anteprima il Percorso Archeologico a Firenze!

 

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Il Bacco di Caravaggio – Incontro con l’opera

bacco 1 Il Bacco di Caravaggio   Incontro con lopera

Aspettando la mostra Dentro Caravaggio, al Palazzo Reale di Milano, conosciamo più da vicino una delle sue opere: Il Bacco

Sollecitato dal cardinal Francesco Maria del Monte, che vuole farne dono al granduca di Toscana Ferdinando I, Caravaggio torna a rappresentare un tema piuttosto usuale ma in una veste completamente stravolta.

La giovane divinità, questa volta dall’apparenza molto meno ammaliante e ambigua, pare riproduca i lineamenti di Mario Minniti, per la critica amico e forse amante del pittore.
Il ritratto è talmente realistico che il collo è rappresentato mezzo arrossato e il braccio destro passa dal bianco al rosato, come se le guance e le mani si fossero cotte al sole.
La tunica all’antica non è il vestito abituale, ma un costume di scena.
Sotto le unghie sporche resta ancora il segno di un lavoro appena terminato.

Caravaggio non cede mai alla tentazione di idealizzare le sue figure: anche se si tratta di una divinità, questo Bacco deve essere fedele in ogni particolare al ragazzo che ha davanti.

Il giovane è semisdraiato su un letto e ha appena riempito il bicchiere, come dimostrano i cerchi che increspano la superficie del liquido corposo.
Con questo gesto, Merisi coinvolge direttamente chi osserva il dipinto

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E’ impossibile conservare un certo distacco di fronte alle sue opere: qui siamo invitati da Bacco a partecipare a un brindisi.
Nelle intenzioni del cardinal del Monte, il quadro doveva rappresentare un innocente invito a condividere la bellezza e la passione per l’arte con il granduca.
Caravaggio, con la sua sottile abilità, va ben oltre e trasforma un omaggio intellettuale in una proposta indecente.

Esiste anche un altro studio dell’opera, assai più casto, il quale identifica il Bacco con Cristo redentore che offre il vino come simbolo di sacrificio.
La mano destra del Bacco tiene un fiocco, posto in corrispondenza dell’ombelico, da interpretarsi come il nodo che unisce Dio all’uomo.

Nel corso di una fase di restauro le sofisticate analisi hanno permesso di scoprire, all’interno della caraffa di vino, un volto di un uomo, identificatodai ricercatori come un autoritratto dello stesso Caravaggio.

Un’opera emblematica e perfetta per aiutarci a capire la complicata personalità dell’artista.

Caravaggio ti appassiona? Scopri anche il San Giovanni di Caravaggio e la Canesta di frutta!

 

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Caravaggio e La Canestra di Frutta

Dentro Caravaggio Milano Caravaggio e La Canestra di Frutta

Il nostro viaggio attraverso l’Italia parte da Milano e Caravaggio, nato e formatosi qui, sarà il nostro compagno di avventure.

In attesa di scoprire l’attesissima mostra a Palazzo Reale che ripercorre la carriera artistica di Michelangelo Merisi, facciamo la conoscenza di una delle sue opere: La Canestra di Frutta

La Canestra di Frutta – Analisi d’opera

Canestra di Frutta Caravaggio e La Canestra di Frutta

Alla pinacoteca Ambrosiana di Milano è conservata La canestra di frutta.
Realizzata tra il 1594 e il 1598 e commissionata a Caravaggio da Federico Borromeo, l’opera è considerata la prima natura morta italiana.
Questo genere pittorico esisteva già e aveva una lunga tradizione alle spalle, di cui i maestri indiscussi erano stati i fiamminghi, In Italia però era utilizzato solo per ornamenti e decorazioni.
Con Caravaggio diventa finalmente un genere nuovo e rinnovato, allo stesso livello dell’arte figurativa.

Caravaggio non mira a creare qualcosa di esteticamente bello ma si propone di realizzare un dipinto che è un’indagine della realtà, accettando la vita così com’è.
Senza abbellimenti e con tutte le sue imperfezioni.
Ecco che Caravaggio ci mostra senza vergogna quello che siamo davvero: un bene effimero destinato a svanire nel tempo.
Così come i frutti possono bacarsi, allo stesso modo l’uomo può contrarre malattie che porteranno a diminuire il tempo della sua esistenza.
Il taglio della composizione, leggermente sporgente in avanti, permette di far risaltare il canestro di frutta rispetto allo sfondo neutro bidimensionale.

Caravaggio è il primo a mostrare ai suoi spettatori le imperfezioni della vita, è un innovatore del concetto della natura morta.
Il cesto di vimini è in primo piano, rappresentato con precisione fiamminga.

Il suo realismo ha le sue radici nell’etica religiosa di Carlo Borremeo: non consiste nell’osservare e copiare la natura ma nel rifiutare le convenzioni, nel puntare al vero rinunciando alla ricerca del “bello”, nel rinunciare all’invenzione per puntare ai fatti.

Caravaggio continuerà questa ricerca del crudo e reale per tutta la sua carriera artistica.
Il Bacco, conservato a Firenze, è considerato l’emblema di questa visione e sarà il protagonista del nostro prossimo articolo.

 

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La Nascita del Palazzo degli Uffizi

Uffizi nascita La Nascita del Palazzo degli Uffizi Da Piazza della Signoria, passando tra la loggia dei Lanzi e Palazzo Vecchio, si entra nel Piazzale degli Uffizi, capolavoro architettonico e urbanistico del Vasari.

I lavori dell’imponente palazzo, fondato sulle basi dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio, furono iniziati nel 1560 dall’artista aretino e poi continuati da Alfonso Parigi e Bernando Buontalenti.
Nacque per volontà di Cosimo I de’ Medici, desideroso di riunire in un unico edificio gli uffici amministrativi, i tribunali e gli archivi della Famiglia Medici.

Nel portico che annette al palazzo sfilano 28 statue in marmo raffiguranti illustri personaggi toscani.
Il palazzo degli Uffizi è composto da due corpi longitudinali principali, collegati verso sud da un lato più breve, dando origine così ad un complesso a “U”.
Questo sfonda in modo prospettico verso piazza della Signoria, con una perfetta inquadratura di Palazzo Vecchio e della sua torre.
Il lato breve è caratterizzato da una serliana che inquadra scenograficamente l’affaccio sull’Arno.
L’effetto è decisamente scenografico.

Molto originale è il portale delle Suppliche, costruito da Bernardo Buontalenti su via Lambertesca.
Il portale è infatti coronato da un timpano spezzato con una particolare forma “ad ali” che è difficile non notare.

Col passare del tempo, la grande passione per l’arte di Cosimo I lo portò a dedicare il secondo piano del palazzo alle sue prime collezioni artistiche.
Il progetto prese però forma grazie a Francesco I, che fece costruire dal Buontalenti la famosa Tribuna: piccolo scrigno contenente magnifici tesori artistici.
Lo stesso Cosimo portò poi da Roma la Venere dei Medici, l’Arrotino e i Lottatori, opere protagoniste della Tribuna.
L’edificio è da considerarsi un bellissimo esempio del tardo Manierismo, a pianta ottagonale, ha la cupola riccamente decorata con spicchi rivestiti da valve di conchiglie di madreperla su un soffitto di lapislazzuli.

Ferdinando I, più tardi, portò dalla Villa Medici di Roma numerose sculture e continuò ad acquistare opere con continuità.
Molte opere arrivarono a Firenze grazie alle varie eredità, tra cui quella di Francesco Maria della Rovere, che fece approdare a Firenze i più importanti capolavori di Raffaello e Tiziano.

Lungo i solenni corridoi affrescati da grottesche cinquecentesche  si aprono le sale  espositive allestite secondo criteri museografici.

La visita si conclude idealmente nella terrazza che sovrasta la loggia dei Lanzi e che si apre sulla città, voluta da Francesco I per godimento della corte che li si riuniva per ascoltare la musica sopra la piazza.

Prenota una visita alla Galleria degli Uffizi!

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Un tour speciale di Venezia

Itinerari Segreti Palazzo Ducale Un tour speciale di Venezia

Se sei un turista non convenzionale alla ricerca di un tour particolare che ti faccia conoscere gli angoli segreti della città lagunare, ho quello che fa per te!

Eccoci a  Palazzo Ducale per scoprire i suoi passaggi segreti con il tour Gli itinerari Segreti di Palazzo Ducale. (Ecco come prenotare il tour a Palazzo Ducale)

Si tratta di un tour affascinante che si snoda attraverso le stanze e le aree solitamente chiuse al pubblico, come le prigioni e gli uffici amministrativi del palazzo.

Essendo un tour particolarmente richiesto ho preferito prenotare in anticipo, mi sono così rivolta a wwww.ticketsvenice.com dove ho trovato numerosi spunti per visitare musei ed effettuare tour guidati come questo. Da notare il tour della Serenata in Gondola!

Arrivato il giorno della visita mi sono recata a Palazzo Ducale e una volta entrata mi hanno indicato dove attendere la guida e la restante parte del mio gruppo.

Dato che ero arrivata con anticipo ne ho approfittato per fare una sosta alla Caffetteria di Palazzo Ducale e per soffermarmi a vedere e fotografare il porticato interno del Palazzo.

Mi ha subito affascinato la grande presenza di marmo e la geometria di merli e arabeschi in stile orientale che mi hanno ricordato un castello arabo. Non mi sarei stupita di vedere arrivare un cavaliere arabo in groppa al suo cavallo moresco nero.

Ma torniamo alla realtà ed al mio racconto del tour.
Alle ore 11 ci siamo incontrati con la guida sotto il loggiato ed abbiamo ricevuto una spiegazione generale sul palazzo e la sua storia. Affascinante è stata la parte inerente all’elezione del doge e del responsabile amministrativo.

Le loro cariche duravano a vita e per evitare che uno di loro potesse pensare di prendere in mano il potere assoluto della città venivano eletti in età già avanzata e costantemente seguiti dalle guardie, non solo per motivi di protezione ma sopratutto per motivi di controllo.
Questi due personaggi infatti non potevano uscire dal Palazzo e non potevano mai trovarsi in una stanza da soli.

Il tour è proseguito attraverso una piccola porcina nascosta all’interno delle Carceri nei sotterranei del palazzo, dove oltre all’odore molto forte di umido, sono rimasta sorpresa nel vedere le piccole celle in cui venivano lasciati i prigionieri. Piccoli anfratti nei quali oltre alla completa mancanza di luce vi era anche il rischio di venire sommersi dall’acqua durante i periodi di alta marea.

Da questi luoghi ameni, abbiamo poi proseguito attraverso delle piccole scale interne fino ai piani alti dove si trovavano gli uffici amministrativi del palazzo.
Qui il problema era quello contrario: nelle piccole stanze dove lavoravano notte e giorno i segretari e lo stesso responsabile amministrativo si sfioravano in estate anche i quaranta gradi percepiti!

Qualcuno si è soffermato per chiedere alla guida come facessero a lavorare lì molte ore al giorno. La risposta è stata che essere al servizio della Serenissima era un grande privilegio, non solo per loro stessi, ma anche per loro famiglie e rifiutare una tale opportunità sarebbe stato impossibile.

Spostandoci poi nel sottotetto abbiamo visitato le celle che vennero costruite in un periodo successivo rispetto a quelle nel seminterrato e, anche se migliori per alcuni aspetti, il rischio qui era quello di morire soffocati dal caldo che le lastre di ferro sotto le tegole potevano produrre durante l’estate.

Le celle erano però più grandi ed in una di queste “soggiornò” il famoso libertino Giacomo Casanova che, secondo il suo libro, riuscì a fuggire in maniera rocambolesca con l’aiuto di un sacerdote rinchiuso insieme a lui.

La visita si è conclusa poi con la sala delle torture, dove invece di esserci strumenti metallici che incutono timore solo a guardarli, vi era solo una pedana con un lungo cappio sopra.

Si trattava di una sottile e moderna tecnica di tortura dove si giocava sulla psicologia. Infatti al piano superiore si trovavano due piccole celle, dove venivano rinchiusi dei carcerati completamente al buio e che erano costretti ad ascoltare le grida di chi si trovava sulla pedana.

Abbiamo poi proseguito con una visita per conto nostro delle sale di rappresentanza del Palazzo dei Dogi. L’oro e gli affreschi ricoprono interamente i soffitti e le pareti e ci permettono di capire a che livelli di agiatezza era arrivata la Serenissima, per non parlare del ponte dei Sospiri, un’affascinante meta immancabile per tutti.

Dopo ben tre ore sono uscita dal Palazzo Ducale e ho realizzato di aver appreso e visto cose che non tutti i turisti possono fare.

Un consiglio per la visita: una bottiglia di acqua fresca ed un bel cappello e sarete prontissimi per qualsiasi avventura che Venezia vi spingerà a intraprendere!

Ah, ed ecco i miei consigli su cosa vedere in Piazza San Marco

 

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